Lasciamoci “spostare” in attesa di qualcosa di buono.

Farci pellegrini è sempre un’esperienza che arricchisce: nuovi amici, nuove esperienze, nuove storie da raccontare. Aiuta a diventare più creativi e gioiosi.
Spegne il pregiudizio, il fanatismo e la meschinità Induce dei cambiamenti nel modo di pensare, di giudicare, di amare.
Si, si diventa sensibili al cambiamento: nuovi suoni, odori, lingue, gusti, sensazioni e immagini attivano parti di noi spesso sopite dalle abitudini.
Le esperienze vissute in questi 12 anni mi fanno pensare che il lavoro è stato utile proprio per questo. I ricordi sono infiniti e si adagiano lenti sui volti di chi ha partecipato.
Vedere la capacità di approfondire e di integrare i pensieri, la facoltà di stabilire collegamenti profondi tra forme di conoscere e di vivere molto diversi dai nostri… quanto bene che fa per chi c’è e per chi ci vede tornare.
Ma visitare un altro paese non basta, la chiave è la disponibilità a farsi coinvolgere, la capacità di immergersi in un’altra cultura e di adattarsi, senza giudicare. Tra i ricordi non ci sono certamente soluzioni o convinzioni definitive, ma scoperte e desiderio di cercare maggiormente. Ci si fa pellegrini per gli sguardi e i volti che si incontrano nel cammino.
E così quest’anno mettiamo in calendario:

  • Cipro (23-30 giugno, in cammino con S.Paolo, S.Barnaba e S.Lazzaro);
  • Roma (Sinodo dei Giovani 6/12 agosto 2018);
  • Roma (27-28-29 agosto per i Cresimati che confermeranno la loro fede sulla tomba di Pietro);
  • Lourdes (quest’anno interrompiamo il tradizionale 11 febbraio, per volontà del Vescovo che ci ha chiesto di rinunciarvi ed andare dal 3 al 7 settembre);
  • Giappone (12-22 novembre),
  • Terra Santa.
Usciti dalle nostre bolle si rafforzi la fiducia nei confronti dell’umanità e di Dio.

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